LA STORIA DELLA CAMICIA: IL BAROCCO E IL ROCOCO - PARTE III

   

Barocco e Rococò rappresentano una rilevante trasformazione di gusto e stile che, partendo da un significativo cambiamento storico-culturale, coinvolge anche le arti, come la letteratura, la musica, la pittura e la scultura.
Il periodo Barocco apre le porte allo sfarzo e alla marcata eleganza, esasperati poi nel periodo Rococò.
Questa svolta, naturalmente, si ripercuote anche sulla moda del tempo, modificandone e anche stravolgendone i canoni stilistici.


Il ventaglio di stoffe realizzate esclusivamente per le camicie si fa molto più ampio, considerata la varietà di camicie adatte alle diverse occasioni ed eventi.
A partire dalla prima metà del 1600, questo capo d’abbigliamento assume un’identità totalmente autonoma, anche se ancora si presenta tendenzialmente uniforme nei modelli.
È intorno agli anni Trenta che i ricami ad ago – realizzati meticolosamente dalle religiose di clausura - diventano di moda, proponendosi in diversi ornati, come quello spagnolo, travato, stellato.
Nell’abito maschile, indicato per la prima volta nella storia con il termine “vestito”, vengono messi in risalto gli sbuffi della camicia intorno alla vita e sul petto, e le maniche ampie e lunghe, per sottolineare la presenza del capo in lino finissimo, motivo di vanto. Indispensabili sono, inoltre, i pizzi veneziani, complemento che evidenzia ulteriormente la raffinatezza dell’abito nel suo complesso.
Italia e Francia fanno a gara nella creazione e nell’esportazione di pizzi e merletti, competizione da cui nasce il “punto di Francia”, il cui successo è tale da far prendere al Senato veneto delle drastiche contromisure; le merlettaie che esportavano il prodotto, infatti, dovevano immediatamente rimpatriare, pena l'imprigionamento dei loro parenti.


La Francia, maggiore esportatrice europea dei più bei pizzi per le più ricche camicie, fissa i canoni dell’eleganza a livello globale, diffondendo l’abit à la francaise: una giacca a falde quadrate presenti davanti e dietro che viene portata aperta per mostrare la “camisiola” - un lungo gilet ricamato - e la camicia.
Si radica, quindi, una moda nuova e leziosa, che si impreziosisce di famose sete, come quella di Lione, nonché di colori, motivi floreali e pizzi dorati.
Le maniche della camicia si allungano, grazie ai manichetti di pizzo applicati ai polsi e, nei primi anni del secolo, si modificano anche i colli, per ospitare la cravatta, una sottile fascia di tessuto, avvolta con uno o due giri al collo, che ricade sul petto in una cascata di merletti.


Continua a seguire il nostro blog per scoprire l’evoluzione della storia della camicia…


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