Diario di viaggio in barca a vela tra le isole della Croazia. Passaggio a Dugi Otok
Diario di viaggio: Xacus goes to Croazia
Tre amici, uno skipper e vele spiegate direzione Croazia. Ci sono mille e una cosa da fare prima di mollare gli ormeggi per la nostra avventura tra le coste dell’Adriatico: controllo carburante (il vento non è sempre in poppa), l’olio del motore, caricare la bombola del gas e carico bagagli – leggeri, l’indispensabile per staccare la spina dalla città – costumi, infradito, mocassino le mie camicie di lino Xacus, maschera e pinne per ammirare la barriera corallina.
L’idea è di seguire una rotta tutt’altro che commerciale e l’isola di Dugi Otok, che tradotto dal croato significa Isola Lunga, è la meta ideale per una vacanza all’insegna della vita lenta. 45 km per soli 1.700 abitanti, mare cristallino turchese e ristoranti semplici e immersi nella natura mozzafiato della costa zaratina.
Dalla suggestiva Baia di Mijake a una cena sul mare al Konoba Zlatna Vala
Prima di arrivare nell’Isola lunga, passiamo per le più piccole Ist e Molat: separate da uno stretto canale su cui si affaccia la minuscola ma affascinate Baia di Mijake, dove ci fermiamo per un aperitivo e un po’ di musica. Ne approfitto per sfoggiare la mia camicia con collo alla coreana verde militare in lino, perfetta con i miei pantaloni in lino bianchi. Aggiungo un paio di mocassini per scendere dalla barca e le tengo per cena. Si va al Konoba Zlatna Vala. Il tender ci porta sulla terra ferma per goderci una cena in riva al mare in uno dei migliori ristoranti di pesce fresco dell’arcipelago. Claudia è perfettamente integrata con l’ambiente dell’isola, radiosa con la sua blusa celeste in lino con scollo kaftano, la indossa su un pantapareo e una lunga collana etnica. Il pesce ha tutto un altro sapore con il rumore del mare in sottofondo e la luce del tramonto.
La baia deserta di Sakarun Lopata
Dormiamo in rada e l’indomani sveglia alle 7 per salpare verso la baia deserta di Sakarun Lopata sul lato più esterno dell’isola, caratterizzata da un mare azzurrissimo, tipico delle nostre isole del mediterraneo, soprattutto intorno al piccolo isolotto di Mezanj. Una spiaggia di sabbia bianchissima che dà all'acqua nella baia un colore di fronte al quale si rimane ipnotizzati. Il suo fascino è legato alla sua essenzialità e autenticità, fatta eccezione per gazebo di legno, qualche tavolino e divanetto spartano per rifocillarsi. Di cui approfittiamo Io e Pier Paolo: indossiamo le nostre belle camicie in lino Xacus sopra i boxer, io l’irrinunciabile classico a righe e Paolo osa una camicia floreale in lino con foglie azzurro e zafferano di cui sono un po’ invidioso. Domani gliela prendo in prestito. Claudia rimane a rosolare per bene sotto il sole.
Il sole sta per cadere a picco sul mare e i tre pirati metropolitani si dirigono verso il paesino a comprare provviste da portare in barca. Questa sera si cena col dondolio delle onde del mare; il programma prevede il repertorio alla chitarra di Claudia che rispolvera le canzoni dei tempi del liceo, con la sua voce da sirena incantatrice. Speriamo non ci porti alla deriva!






