Diario di viaggio: Xacus goes to Madrid

 

Tre giorni di full immersion nell’arte e nell’architettura della capitale spagnola. Due ore di volo dall’aeroporto di Bergamo, bagaglio a mano con i pezzi essenziali per visitare i luoghi più suggestivi della città, sempre con un certo stile. E dal momento che sarò circondato d’arte, a questa m’ispiro per un tour nella mia cabina armadio: tiro giù un paio di t-shirt, una polo, tre pantaloni facilmente intercambiabili e due camicie Xacus in popeline a fantasia, caratterizzate da un mix di stampe digitali da meritare un posto accanto ai quadri dei maestri contemporanei del Guggenheim di Bilbao. Unire comfort, freschezza e stile in un unico capo. 

Due ore di volo da Milano ed eccomi in quella che un tempo era chiamata dagli arabi Magerit (terra ricca d’acqua). Lascio i bagagli in Hotel, al  Puerta America, una nuova struttura dal design radicale per la cui progettazione ad ogni piano è stato assegnato un diverso architetto e designer di interni di fama internazionale: praticamente una galleria da visitare. Prima tappa obbligata da non perdere, il cambio della guardia al Palazzo Reale: una parata di soldati in divisa d’altri tempi a cavallo che rappresentano tutta la maestosità del Palazzo, attraverso una coreografia teatrale che si dispongono in figure sempre impeccabili. 

 

 

 Cecilia

 

Mi volto per andare verso il famoso mercato chiuso di San Miguel per fare uno spuntino e incontro Cecilia, la mia inseparabile compagna di università – sempre con la macchina fotografica in mano – sempre più bella e stilosa con la sua camicia in lino a righe con le maniche a sbuffo. Sono passati cinque anni ma il tempo su di lei non sembra aver usato il suo scalpello. Ci abbracciamo e increduli ci raccontiamo gli ultimi cinque anni mentre raggiungiamo a passo lesto Calle de Cuchilleros, dove Cecilia non si lascia sfuggire l’immagine del ristorante più antico del mondo: El Sobrino del Botin, di cui ha parlato anche Hemingway.

 

 

Il Museo Nacional e la Guernica di Picasso

 

Decidiamo di continuare insieme il nostro percorso. Chi siamo noi per ostacolare il destino che ci ha fatto incontrare! Decidiamo di prendere la M1 per evitare il traffico e andare a visitare insieme il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia e vedere dal vivo la sua raccolta di capolavori, tra cui la famosa Guernica di Picasso del 1937. Questo tour mi ha messo fame. Propongo a Cecilia di correre all’Antica Chocolateria San Ginés in Pasadizo de San Ginés 5: il regno dei cacao-dipendenti e ci gustiamo una chocolata con churros. Ci salutiamo, lei ha un appuntamento per cena, ma ci diamo appuntamento per l’indomani mattina alle famose torri inclinate.

 

 

 

 

La Puerta d’Europa e il Prado

 

“Non vorrai mica perdere l’occasione di fare colpo su Cecilia”, ripeto tra me e me, mentre cerco la mia irresistibile camicia Xacus stampa floreale di Liberty Of London. Perfetta per l’itinerario che ho programmato: la famosa Torre Picasso e le Torri Kio – chiamate anche Puerta de Europa - 2 giganteschi blocchi di cristallo realizzati dall’architetto Minoru Yamasaki, inclinate l’una verso l’altra di ben 14.3° e poi dritti verso il Museo del Prado. 
Appuntamento al Caffè Faborit. Cecilia spacca il minuto e con la sua innata classe sorseggia il suo caffè al caramello vestita con un abito vichy bianco e nero. Da quando la conosco è sempre stata la più elegante. Il Prado e le opere di Goya, Velazquez e Rubens, ci hanno messo fame. Pranzo alla cerveceria Casa Labra, un altro luogo storico che risale al 1860 che propone ancora i piatti tipici della cucina spagnola.

La giornata si conclude al Palazzo di Vetro, antico giardino di inverno per piante tropicali, dove ammiriamo la statua dell'angelo caduto, l'unica al mondo che raffiguri il diavolo. Esausti ci lasciamo cadere su una panchina sotto il sole. Un gruppo di ragazzi suonano il Jambee a ritmi tribali. È impossibile non lasciarsi trasportare dalla musica e a uno a uno i passanti si lanciano in danze estatiche, tirandosi dietro anche Cecilia.