Tra pezzi cult e ispirazioni d’archivio, la camicia ancora una volta protagonista delle passerelle milanesi per una SS24 rassicurante e che risponde al mercato
Tra pezzi cult e ispirazioni d’archivio, la camicia ancora una volta protagonista delle passerelle milanesi per una SS24 rassicurante e che risponde al mercato
A conclusione delle ultime sfilate milanesi in cui sono state presentate le collezioni dedicate alla stagione ss 24, il messaggio che hanno lanciato i protagonisti dello stile italiano è il proseguimento ancora più determinato di quello che è stato definito “quiet luxury”. Un’eleganza basata sulla qualità e non sugli eccessi, sui capisaldi della storia dell’italian style al posto di una ricerca, a tratti nevrotica, dell’avanguardia genderless a discapito di alcune dinamiche commerciali.
Una moda rassicurante: parola d’ordine, qualità
Gli stilisti che hanno dominato le passerelle milanesi hanno preferito, dunque, raccontare una donna, ma anche un uomo (visto che i creativi scelgono di mettere in mostra ampie collezioni raccontate nella loro interezza da ambo i sessi) decisamente possibili, scevri da ogni provocazione da show perché sicuri che la strada giusta quest’anno dovesse passare attraverso una visione rassicurante ispirata ad archivi storici e tradizioni. Da qui ripartiamo per dare voce a una donna in tailleur o abiti e pantaloni con blazer caratterizzati da spalle importanti che diventano corazza di una donna combattente e sicura di sé.
Le camicie di Gucci, Fendi e Bottega Veneta
A partire da Gucci che ha rilanciato con la prima collezione di Sabato De Sarno, fatta di pezzi d’archivio rielaborati e presentati al pubblico in chiave minimal, come le camicie bianche e celesti, due grandi classici intramontabili che sfilano sopra un paio di shorts. È la rivoluzione dell’essenziale che fa ancora una volta parlare di sé scommettendo sulla risposta del mercato che aveva bisogno di un po’ di certezze.


Viaggio e crocevia di esperienze e culture, nella sfilata di Bottega Veneta disegnata da Matthieu Blazy che fa sfilare suggestioni folk e ispirazioni etniche provenienti da luoghi esotici e lussureggianti, realizzate con una minuzia artigianale da lasciare gli astanti tra stupore e desiderio di un capo fatto ad arte. Anche qui la camicia fa la sua parte sulla gonna folk con frange e sotto lo spolverino maschile con cravatta e colletto che riporta a una pellicola degli anni 40.


Anche Fendi disegnata da Kim Jones racconta i luoghi d’origine di un’Italia che cammina a testa alta tra le vie di Roma, tra bluse, gonne in pelle, trench strutturati, accessoriati dai pezzi cult dell’archivio selleria. Insieme alle borse che si fanno notare sopra ogni look, la camicia bianca aperta con scollature profonde, o lunghe maxishirt, portano avanti l’idea di una donna potente, determinata ancora una volta a conquistare il mondo.




