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Il menù delle Feste di Antonio Lorenzon: evoluzioni gastronomiche da uno chef nato con la camicia

   

Quattro chiacchiere con Antonio Lorenzon, Chef di nuova generazione di Bassano del Grappa che dopo aver vinto la nona edizione di Master Chef ha scalato le classifiche delle dei libri più venduti in Italia con il suo best seller “Una cucina diversa” 8 menù per ricevere con stile, in cui il suo rispetto per la tradizione e la necessaria evoluzione dei piatti che fanno grande la cucina del nostro paese, raccontano perché Lorenzon è riuscito a fare la differenza dentro e fuori il programma di cucina più famoso al mondo.


Un mix di tradizione e innovazione che accomuna le più importanti aziende del Made In Italy in quest’importante periodo di transizione digitale, come Xacus che della ricerca sui tessuti e modelli dal taglio sempre più aggiornato ha creato un percorso che si rinnova di stagione in stagione. Una missione in cui il cliente Xacus si riconosce e trova la soluzione per esprimere in maniera sempre diversa la propria personalità. Grandi classici rinnovati nella vestibilità e nei tessuti sempre più comfort si accompagnano a camicie dal gusto a tratti più audace per andare incontro a chi non può fare a meno di manifestare la propria personalità con il fascino irresistibile della creatività.

Esempio di un’eleganza mixata a una buona dose di fantasia è lo chef Antonio Lorenzon che abbiamo incontrato per farci raccontare il menù e lo stile delle feste “secondo lui” che mette sulla tavola, con stile, gli stessi valori di casa Xacus: attenzione per la tradizione.
Il suo stile originale anche sotto il grembiule, fatto di giacche e camicie stampate scelte con cura, ritorna sulla tavola con una selezione di piatti che raccontano tutta la tradizione della nostra cucina mediterranea rinnovata dalla sua personalità innovativa.


“Uno stile culinario è al tempo stesso semplice e scenografico. Mi piace pensare che debba esistere un'armonia assoluta tra ciò che mangiamo e ciò che vediamo, per questo la mia ricerca è sempre volta a una perfetta combinazione tra il buono e il bello. È il motivo per cui non propongo soltanto delle ricette, bensì suggerisco alcuni menù, ciascuno composto da più piatti, in equilibrio tra loro. Ricevere un ospite significa prendersi cura della sua felicità mentre è a casa nostra; quindi, l'esperienza dell'accogliere passa inevitabilmente dalla scelta delle ricette e dal menù, così come dalla scelta del perfetto allestimento. Il bello e il buono si incontrano, in una cucina diversa” racconta lo chef che per il pranzo di Natale propone piatti che rispettano la tradizione italiana come un risotto con radicchio rosso salsiccia e amarone, tartare di fassona con una fonduta di pecorino e petti d’anatra scottati con una salsa all’arancia; per finire il suo famoso panettone con fragoline di bosco, vaniglia del Madagascar e cioccolato bianco.


Ho cercato di ritrovare i sapori delle cene natalizie di quando ero bambino, riportando a tavola quei sapori più ricchi del menu degli anni 80 ma ripresentato in chiave contemporanea”.

E lo stile a tavola, per Natale e per l’ultimo giorno dell’anno.
 “Il classico maglione di Natale per me, il mio fidanzato e tutta la mia famiglia, mentre per Capodanno il look è sempre un po’ più elegante”


Potrebbe essere uno smoking?


“Si, potrebbe esserlo. Io uno smoking molto lavorato, con una giacca in seta damascata blu che mi piace molto, lo metterò con una camicia da smoking e sono incerto sul papillon, se la serata lo permettesse potrei indossarla senza papillon. Ma se deciderò d’indossarlo, sarà un papillon in velluto bordeaux”


La scarpa perfetta da indossare con lo smoking?


“Per quella vado sul classico: una bella derby in vernice”.


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