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Il progetto “Xacus Gusto” e la Fondazione ABA: un anno dopo

   

Il progetto “Xacus Gusto” nasce nel 2015 e, grazie alla collaborazione di chef stellati quali Massimo Bottura, Antonino Cannavacciuolo, Ernesto Iaccarino e Pietro Leemann, ha realizzato una capsule esclusiva di camicie ispirate alle creazioni culinarie. La collezione è stata presentata in anteprima mondiale ad Expo 2015 a Milano e successivamente alle varie edizioni di Pitti Immagine Uomo a Firenze. Lo stesso anno una limited edition della nuova linea è stata venduta nei migliori negozi italiani e nel 2016 il ricavato è stato donato alla Fondazione ABA, nata a Milano nel 2002 per lo studio, la ricerca e la cura dei disagi e dei disturbi alimentari.


Noi di Xacus camicie abbiamo incontrato la fondatrice di ABA, Fabiola De Clercq.


UN ANNO FA CI SIAMO INCONTRATI CON IL PROGETTO “XACUS GUSTO”. QUALI SONO LE ATTIVITÀ SVILUPPATE A SEGUITO DELLA NOSTRA COLLABORAZIONE?
Grazie ai fondi ottenuti con il progetto “Xacus Gusto”, ABA ha potuto investire nuove risorse ed energie in due progetti che ci stanno molto a cuore.
Abbiamo ripreso la pubblicazione di ABA News, la nostra rivista scientifica che mira a informare e sensibilizzare sui disturbi del comportamento alimentare. Ogni pubblicazione propone nuovi contributi dei nostri specialisti e dedica uno spazio a pazienti e famigliari che desiderano condividere la loro esperienza.
È stato anche possibile dar vita a una ricerca che ha coinvolto terapeuti e pazienti di tutti i Centri ABA del territorio nazionale. Un’indagine tuttora in corso volta a esaminare la correlazione tra famiglia e disturbo alimentare, fondamentale per comprendere il problema e intervenire in modo più mirato. È per questo che coinvolgiamo il più possibile i familiari delle persone che soffrono di un disturbo alimentare. La comunicazione fra genitori e figli è spesso difficile, e il disturbo in molti casi è un modo per comunicare un disagio.


IL PROGETTO “XACUS GUSTO” HA AIUTATO A VEICOLARE MAGGIORMENTE I VALORI DI ABA?
Con la pubblicazione di “Tutto il pane del mondo” , che ho scritto nel 1990, è stato finalmente dato un nome a un disagio ancora poco conosciuto ma molto diffuso. La solitudine e la paura di essere giudicati impedivano alle persone di chiedere aiuto. Da allora tanta strada è stata fatta per sensibilizzare e informare, al fine di fare prevenzione. Il contributo di quattro importanti nomi del food e di Xacus Camicie è stato prezioso per diffondere il nostro messaggio.


ABA OGGI: COME DESCRIVERESTI IN TRE PAROLE L’ASSOCIAZIONE?
L’ABA di oggi è l’ABA di sempre. È ascolto, cura, casa. È questo che la rende speciale.“L’ABA è casa” ha scritto una nostra paziente su una bacheca in sala d’attesa. Una casa dove le persone non sono “solo il loro disagio”, ma molto di più. Una casa dove ciascuno ha il proprio nome, la propria storia, i propri bisogni. Dove è possibile ritrovare la fiducia nell’altro, confrontarsi con chi vive le stesse difficoltà e quindi sentirsi meno soli. Dove si può iniziare a prendersi cura di se stessi e del proprio corpo. Dove si può guarire.
Ringrazio nuovamente Xacus per averci permesso di proseguire il nostro percorso.



Tratto da un articolo pubblicato su Journal di giugno.


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