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Slow Fashion vs Fast Fashion: un cambio di modello per una moda etica.

   

Siamo immersi in una quotidianità sempre più veloce: mangiamo di corsa in fast-food, in pochi secondi con i nostri smartphone possiamo raggiungere qualsiasi informazione, in un semplice click possiamo fare tantissime cose e anche il modo di acquistare abbigliamento ha subito una grandissima accelerazione. Compriamo spesso vestiti che costano meno di un pranzo e che cestiniamo in meno di un anno in attesa della prossima novità: un atteggiamento che reca danni all’ambiente e a tutti noi.


La soluzione è la Slow Fashion, una moda sostenibile ed etica che si oppone alle logiche della Fast Fashion, il modello imperante nei mercati più sviluppati messo in atto dalle grandi catene di distribuzione della moda.

I problemi della Fast Fashion.


La Fast Fashion è distruttiva sia a livello sociale, sfruttando manodopera troppo giovane in contesti lavorativi poco idonei, che a livello ambientale, portando la moda ad essere la seconda industria più inquinante sul nostro pianeta. I numeri sono impressionanti, l’industria della moda causa il 20% dello spreco globale di acqua e provoca il 10% delle emissioni di anidride carbonica grazie ad un uso massivo di insetticidi e pesticidi nelle coltivazioni di cotone. Giusto per avere un’idea: la produzione di un paio di jeans richiede circa 11 mila litri di acqua.


 


L’inquinamento è collegato a doppio filo anche al mancato riciclo che, secondo i dati delle Nazioni Unite, rappresenta solo l’1% dell’abbigliamento e che ha portato alla formazione di vere e proprie isole di rifiuti negli oceani. La più famosa di chiama “Great Pacific Garbage Patch”, è situata nell’Oceano Pacifico ed ha un’estensione di qualche milione di km2, pari a tre volte la Francia.

L’impegno di Xacus per l’ambiente.


Per rendere i nostri capi sostenibili abbiamo progettato dei sistemi produttivi studiati per diminuire lo spreco di acqua e che utilizzano energia elettrica da fonti rinnovabili con lo scopo di abbattere le emissioni di CO2. In particolare, per la produzione della nostra Active-shirt, grazie all’utilizzo dell’Econyl, un filato interamente riciclato e il riutilizzo delle acque durante i processi di produzione, riusciamo a produrre una camicia con soli 50 litri di acqua. Un grande risparmio sia di risorse idriche per il pianeta, che di emissioni nell’atmosfera che risultano 10 volte inferiori rispetto agli standard dettati dall’Unione Europea.


 


Anche la Travel-Shirt è una camicia che rispetta l’ambiente grazie alla scelta del cotone organico Giza con cui è prodotta, il più pregiato al mondo che viene coltivato esclusivamente sulle rive del fiume Nilo. Il cotone biologico Giza garantisce molti vantaggi in termini ambientali, si può stimare infatti che queste coltivazioni, rispetto a quelle intensive, portino ad una riduzione del 46% sull’impatto del riscaldamento globale (minore utilizzo di fertilizzanti, pesticidi e trattori), una riduzione del 70% dell’acidificazione dei terreni ed un drastico risparmio di acqua fino al 91% grazie alla riduzione delle irrigazioni. 


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