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Storia della camicia – Anni 70: gli opposti si attraggono

   

Definire significa tracciare dei confini. E nel caso degli anni ’70 è ancora più difficile, quasi impossibile. Perché in questo decennio convivono il riverbero della contestazione sociale di qualche anno prima, culminata nel grande raduno di Woodstock, con la nascita di nuove tendenze in ambito musicale (nasce la Disco). Anche nella moda la parola chiave è eclettismo: trionfa il Jersey, con camicia denim in primo piano, ma anche le stampe geometriche e optical. In generale, il look è molto appariscente, con colori accesi e forme contrastanti.


I pantaloni, infatti, sono larghi, a zampa. Si arriva addirittura al pantalone a palazzo. La parte superiore del corpo, invece, è cinta da capi attillati, molto corti. Non possono mancare una camicia denim, un gilet in suede per evocare un mood vecchio West; ma possiamo trovare anche uno stile meno casual, con golfini a collo alto portati sotto la giacca. Spazio poi a colori caldi come ocra, beige, senape, caffè e vinaccia, ai quali si oppongo fantasie molto vivaci con stampe optical.


Anche se gli anni ’70 vedono protagoniste, nella società e nella moda, soprattutto le donne, la moda uomo si identifica in modo netto con camicie da uomo dal collo preponderante, colori accesi, tessuti Liberty of London, pattern optical. 


Ma esiste anche chi va contro lo stile hippie degli anni ’60: i preppy. Si tratta di una filosofia di vita, oltre che di una moda. E nasce proprio come reazione ai movimenti giovanili di qualche anno prima. Il nome deriva dalle “preparatory school” dove passano tutti i rampolli della upper class americana. L’ispirazione estetica arriva dai college inglesi: camicie da uomo eleganti, giacche e cardigan dal tono british, cravatta tartan e mocassino.


Il decennio degli anni ’70 è quindi un caleidoscopio di colori, di forme, di stili, dove continuano a essere forti i legami con il passato, ma dove si intravedono anche i primi segnali di un’epoca nuova che sta arrivando: gli anni ’80!


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